venerdì 29 novembre 2013

Diretta da Krefeld - 04/01/2014 ore 19,15 - missionario Ewald Frank

Riunione presieduta dal missionario Ewald Frank.
Predicazione della Parola di Dio rivelata per il tempo della fine basandosi solamente sulla Bibbia, illustrando qual è il piano di Dio con l'umanità, annunciando l'imminente ritorno di Gesù Cristo.

Lettera circolare n.61, ottobre 2013 - Oggi, se udite la Sua voce - Ewald Frank

Da molti «credenti del Messaggio» si parla soltanto di ciò che avvenne nel tempo del profeta, ma non di ciò che Dio fa oggi. Questo è un
diretto inganno ai danni del popolo di Dio. Ciò che Dio ha fatto allora
era la preparazione in vista di ciò che Egli fa ora.
Tutti coloro che non possono credere che, dopo il ministero del
fratello Branham, c’è un proseguimento che sfocia nel compimento, ci
passano accanto con disprezzo. In loro si adempie la seguente parola
della Scrittura: “Guardate, o sprezzatori, meravigliatevi e siate consumati,
perché Io compio un’opera ai vostri giorni, un’opera che non credereste, se
qualcuno ve la raccontasse” (Atti 13:41).
Quante volte il fratello Branham ha detto sostanzialmente la stessa
cosa: «Le persone parlano di ciò che Dio ha fatto, aspettano ciò che Egli
farà, però passano accanto di ciò che Egli fa attualmente».
A  questo si aggiunge ancora la dottrina che il profeta ritornerà e
terminerà il suo ministero in una tenda. Anche questo è un inganno verso
i credenti. Soltanto chi riceve la coincidenza a ciò che Dio fa presente-mente riconosce veramente ciò che Dio ha fatto e sperimenterà il mo-mento in cui il Signore si leverà e porterà Lui stesso a compimento la
Sua opera di redenzione come Egli ha anche portato a compimento la
Sua opera di creazione.
“Poiché il Signore sorgerà come al monte Perazim, si adirerà come nella
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valle di Gabaon, per fare la Sua opera, l’opera Sua singolare, per compiere
il Suo lavoro, lavoro inaudito” (Is. 28:21).
“Così infatti parla il Signore degli eserciti: «Ancora una volta, fra poco,
io farò tremare i cieli e la terra, il mare e l’asciutto»” (Aggeo 2:6).
“… Colui… la cui voce scosse allora la terra e che adesso ha fatto
questa promessa: «Ancora una volta farò tremare non solo la terra, ma
anche il cielo»” (Ebrei 12:26).
Che Dio sia ringraziato per la chiamata e il mandato del profeta
promesso per questo tempo. Vale ancora ciò che il Signore ha detto in
Matteo 10:40-41: “Chi riceve voi riceve Me; e chi riceve Me, riceve Colui
che Mi ha mandato. Chi riceve un profeta come profeta, riceverà premio di
profeta; e chi riceve un giusto come giusto, riceverà premio di giusto”.  I
nostri cuori sono stati ricondotti alla fede primitiva degli apostoli e dei
profeti. Amen.  La Sposa di Cristo sarà una pura Sposa-Parola come lo
Sposo era la Parola fatta carne. Il fratello Branham vide come la Sposa
per un certo tempo usciva dal passo cadenzato e si comportava in modo
vergognoso, ma che poi fu ricondotta al passo. Questo avviene adesso
con tutti coloro che si sottomettono pienamente a Cristo, il Capo della
Chiesa.
“… e le è stato dato di vestirsi di lino fino, risplendente e puro; poiché
il lino fino sono le opere giuste dei santi” (Apoc. 19:8).
“… e le vergini che erano pronte entrarono con Lui alle nozze, e la porta
fu chiusa” (Mat. 25:10).

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martedì 26 novembre 2013

Lettera circolare n.61, ottobre 2013 - Culto a Dio o culto agli idoli? - Ewald Frank

Come i criticoni vogliono mettere in forse tutte le cose soprannaturali nella vita e nel ministero del fratello Branham, al contrario i seguaci
fanatici hanno fatto di lui più che un uomo.
Subito dopo il seppellimento del profeta avvenuto l’11 aprile 1966,
nei giorni seguenti 12 e 13 aprile, chiesi ai fratelli a Jeffersonville che le
predicazioni registrate su nastri venissero stampate affinché potessero
essere tradotte in altre lingue. Ciò avvenne sotto il concetto «Spoken
Word Publications» — in italiano «La Parola parlata». Roy Borders, che
conoscevo personalmente e che era anche stato il segretario del fratello
Branham, ne assunse la responsabilità. Tutti gli altri fratelli, sia quelli di
New York, di Tucson o del Texas, delusi, presero la via del ritorno, perché
la risurrezione del profeta, che avevano sperato avvenisse in questo giorno di Pasqua, non si verificò.
La denominazione «Spoken Word» rimase fino all’inizio degli anni 80.
Poi incominciò apertamente la divinizzazione del profeta, da allora la
«Voce» di Apocalisse 10:7 divenne la «Voice of God» — la «Voce di
Dio». Ormai ogni parola del profeta era Parola di Dio, anche se diceva:
«a-a-a-a». Così doveva essere tradotto e stampato. Da allora tutte le
storie che raccontava erano parole di Dio e così iniziò il culto della personalità. Il fratello Branham venne nominato «Voce di Dio» e tutti ciò
che diceva era Parola di Dio. Ciò avvenne facendo riferimento a 1Corinzi 7 dove Paolo riferisce sia il suo parere come anche ciò che il Signore
dice: “Agli sposati invece ordino, non io ma il Signore… Ma agli altri dico
io, non il Signore…”. Benché Paolo abbia lui stesso fatto una distinzione
tra ciò che il Signore disse e ciò che lui stesso disse, da allora entrambi
dovevano valere quale Parola di Dio. Paolo tuttavia diede soltanto un
consiglio a cagione della pesante situazione di allora (v. 1Cor. 7:26) e
scrisse perfino: “Ma questo io dichiaro, fratelli, che il tempo è ormai abbreviato; talché d’ora innanzi, anche quelli che hanno moglie, siano come
se non l’avessero” (1Cor. 7:29).
William M. Branham non era soltanto un profeta, era anche un uomo
come tutti gli altri. Per 10 anni sono stato in contatto personale con lui,
ho parlato con lui per telefono da Krefeld, sono andato con lui in macchina mentre lui stesso guidava, ho mangiato e bevuto con lui, ho anche
vissuto il suo ministero infallibile quale testimone oculare e auricolare
sia in Europa che negli Stati Uniti. Ho anche conservato le 21 lettere del
fratello Branham: la prima data dell’11 novembre 1958, l’ultima del 30
settembre 1965. E come ho già spesso scritto, il mio ministero è legato al
suo ministero come nessun altro sulla terra. Fino ad oggi nessun fratello
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ha potuto testimoniare di una chiamata diretta citando il giorno e l’ora,
il luogo e il tempo o di un mandato come il profeta l’ha confermato nel
mio caso il 3 dicembre 1962 davanti a due testimoni. Su desiderio del fratello Branham, ho predicato nella sua chiesa la mattina e la sera del 2 dicembre 1962 a Jeffersonville.
Nondimeno, se in una riunione la Bibbia viene messa da parte dopo
la lettura della parola di introduzione e poi vengono lette soltanto delle
citazioni tratte dalle predicazioni e aggiustate affinché si adattino al proprio concetto, allora non posso e non debbo tacere ancora più a lungo.
Se adesso nei gruppi del Messaggio si tratta soltanto di Branham e si
sente sempre: «Il profeta ha detto!», «Il profeta ha detto!», se dei volumi
con storie della sua vita, se dei libri con diverse interviste e degli album
di fotografie con fino a 340 fotografie vengono pubblicati, allora tutto
questo è un culto della personalità. Quando la tomba diventa un luogo
di pellegrinaggio e che delle stanze speciali vengono sistemate con degli
oggetti personali del profeta per farne delle reliquie, allora questo è
idolatria. Dico questo con piena responsabilità davanti a Dio.

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domenica 24 novembre 2013

giovedì 21 novembre 2013

Lettera circolare n.61, ottobre 2013 - L'apparizione della nuvola - Ewald Frank


Purtroppo, da anni e perfino nel-la sfera del Messaggio, la data del 28
febbraio 1963, il giorno in cui apparve
la Nuvola soprannaturale con la co-stellazione dei sette angeli, viene mes-sa in forse. In verità ciò mi addolora
grandemente. L’argomento a sostegno di questo è che la stagione di caccia in Arizona ha cominciato soltanto
il 1° marzo, quindi non poteva essere
successo il 28 febbraio. Adesso anche
i criticoni hanno ripreso questo tema e l’hanno perfino diffuso nel mondo
intero via Internet, perfino scrivendo con caratteri cubitali: «William
Branham, il bugiardo!».
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Nel suo tempo ho portato con me dagli Stati Uniti le tre riviste che
hanno riferito l’avvenimento e ne riporto qui le citazioni:
Rivista Science, 19 aprile 1963:
«Una nuvola insolita in forma
di cerchio è stata avvistata in lontananza poco prima del tramonto
del sole sopra il nord dell’Arizona
il 28 febbraio 1963».
Rivista Life, 17 maggio 1963:
«Come un gigantesco cerchio
di fumo sospeso, una grande nuvola è apparsa il 28 febbraio al tra-monto del sole sopra Flagstaff, Ari-zona…».
The Arizona Republic, domenica, 26 marzo 1967:
«Poco prima del tramonto del
sole, il 28 febbraio 1963, una nuvola
eccezionalmente bella e misteriosa
è passata al di sopra dell’Arizona in
direzione nordovest…».
Il fratello Branham ha ripetutamente richiamato l’attenzione
su questi articoli, soprattutto su
quello della rivista  Life. Non ha
contestato la data, e non ha mai
parlato di due avvenimenti accaduti in due tempi diversi in rapporto con la Nuvola. Ogni volta ha
testimoniato dell’apparizione della Nuvola in cui c’erano i sette angeli quale unico avvenimento.
Non mi immischio in tali discussioni riprovevoli. Però, mi sta particolarmente a cuore, a cagione della responsabilità che porto davanti a
Dio, di portare voi tutti a conoscenza dei tre articoli che confermano la
data del 28 febbraio 1963.

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mercoledì 20 novembre 2013

Lettera circolare n.61, ottobre 2013 - Solo lo Spirito Santo conduce in tutta la Verità - Ewald Frank

Nessuna parola profetica può essere oggetto di un’interpretazione
personale, però può avere un duplice adempimento. Ben 150 volte il
fratello Branham ha citato ad esempio Zaccaria 14:7: “Verso sera ci sarà
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luce…”. Però l’adempimento reale avverrà quando il Signore apparirà
sul Monte degli Ulivi e instaurerà il Suo Regno su tutta la faccia della
terra (Zac. 14:4-9).
Il fratello Branham ha riferito settanta volte Apocalisse 10 al suo
ministero quale settimo angelo della Chiesa. Però questo non annulla
ciò che avverrà quando echeggerà la voce del settimo angelo con la tromba secondo Apocalisse 11:15, come è stato annunciato nel capitolo 10,
versetto 7. Allora si compirà «il mistero di Dio» proprio come è certo
che adesso, tramite il ministero del fratello Branham, tutti i misteri dalla
Genesi all’Apocalisse che erano nascosti, sono stati rivelati e sono giunti
al compimento. Però soprattutto tutti coloro che si interessano dei sette
tuoni dovrebbero prestare attenzione al giuramento di Apocalisse 10:6
e gettare uno sguardo su quanto sta scritto in Daniele 12:6. La domanda è: “Quando sarà la fine di queste maraviglie?”. Poi segue l’annuncio
importante: “E io udii l’uomo vestito di lino, che stava sopra le acque del
fiume, il quale, alzata la man destra e la man sinistra al cielo, giurò per
Colui che vive in eterno, che ciò sarà per un tempo, per dei tempi e per la
metà d’un tempo; e quando la forza del popolo santo sarà interamente
infranta, allora tutte queste cose si compiranno” (Apoc. 12:7). Amen.
“ … e giurò per Colui che vive nei secoli dei secoli, il quale ha creato il
cielo e le cose che sono in esso e la terra e le cose che sono in essa e il mare
e le cose che sono in esso, che non ci sarebbe più indugio…” (Apoc. 10:6).
Amen.
Che Dio sia ringraziato per questi passi profetici della Sacra Scrittura
proprio rivelatori: dal momento in cui l’angelo giura, ci sono ancora
tre anni e mezzo finché il Signore instauri il Suo Regno (Dan. 7:25-27;
Apoc. 11:15-19). Come questo giuramento che Daniele vide e udì quadra
perfettamente nel decorso di Apocalisse 10 dove Giovanni lo vide! Che
Dio sia ringraziato per la Sua meravigliosa Parola scritta e rivelata fon-data su due, tre testimoni.
Chi osa negare che Apocalisse 10 si adempirà esattamente nell’ordine come sta scritto? L’Angelo del Patto scende, avvolto in una nuvola
e con l’arcobaleno sul capo, avendo il libretto aperto in mano, pone il
piede destro sul mare e il sinistro sulla terra: “… e gridò con gran voce,
nel modo che ruggisce il leone” (Osea 11:10; Gioele  3:15-17). Il 17 marzo 1963 il fratello Branham disse: «Se l’avete notato: è Cristo. Nell’Antico
Testamento viene chiamato l’Angelo del Patto. Egli viene ora diretta-mente ai Giudei…».
Quando il 28 febbraio 1963 ebbe la potente esperienza collegata
all’apparizione della Nuvola soprannaturale in cui si trovavano sette angeli disposti a piramide, tutta la contrada della montagna Sunset fu scossa
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da un terremoto naturale che fu accompagnato da sette colpi di tuono
udibili. Prima che predicasse sui Suggelli, il fratello Branham ha menzionato cinquanta volte questi sette tuoni; per lui erano così molto importanti perché, tramite i sette colpi di tuono, la sua attenzione è stata
attirata sulla Nuvola soprannaturale. Ne ha parlato spesso e anche noi
abbiamo ripetutamente scritto a questo riguardo.
Il 24 marzo 1963 il fratello Branham ha picchiato sul pulpito e ha
messo in risalto quanto violenti erano stati questi sette tuoni. Ho visto
con i miei occhi i frammenti rocciosi e le pietre che erano precipitate giù
quando mi trovavo laggiù con il gruppo di predicatori che il fratello Pearry Green aveva invitato. Però il fratello Branham dovette dire riferendosi ad Apocalisse 10: «Come è certo che nessuno sa quando viene il
Signore, così anche nessuno sa ciò che hanno detto i sette tuoni». Ciò
non concerne la Chiesa, non dovette essere scritto proprio nulla. Ciò che
doveva essere detto alla Chiesa e ciò che produce la fede per il rapimento
sta scritto nella Bibbia e ci è stato annunciato.
Chi nega la Parola chiaramente scritta e parla di una «rivelazione
dei sette tuoni», di cui ci sono diverse versioni, di cui una parla di sette
uomini particolari che dovrebbero apparire come sette voci, un’altra che
l’Angelo del Patto sarebbe già venuto sulla terra: simili predicatori sono
sedotti da uno spirito di inganno.
Nel sesto Suggello è avviato il Giorno del Signore. Il sole si oscura,
la luna diventa come sangue, le stelle cadono dal cielo. Tutto ciò che sta
scritto a partire di Apocalisse 6:12, e che avverrà, sta nel futuro.

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lunedì 18 novembre 2013

Lettera circolare n.61, ottobre 2013 - Il duplice adempimento della profezia biblica - Ewald Frank

Consideriamo la duplice promessa di Malachia 4:5-6: “Ecco, Io vi
mando Elia, il profeta, prima che venga il giorno dell’Eterno, giorno grande
e spaventevole. Egli ricondurrà il cuore dei padri verso i figliuoli, e il cuore
dei figliuoli verso i padri…”. Nel ministero di Giovanni il Battista si adempì: “Egli ricondurrà il cuore dei padri verso i figliuoli…”; così è stato detto
dall’angelo al suo padre Zaccaria: “… convertirà molti dei figli d’Israele
al Signore, loro Dio; andrà davanti a Lui con lo spirito e la potenza di Elia,
per volgere i cuori dei padri ai figli e i ribelli alla saggezza dei giusti,  per
preparare al Signore un popolo ben disposto” (Luca 1:16-17).
La seconda parte di Malachia 4:  “… e il cuore dei figliuoli verso i
padri…” si adempie adesso tramite il Messaggio nel periodo prima della
seconda venuta di Cristo. Questo era ed è lo scopo del mandato divino:
che un popolo ben disposto sia condotto al Signore.
Molte delle profezie dell’Antico Testamento hanno un duplice adempimento. In Isaia 61:1-3 sta scritta la parola conosciuta da tutti:  “Lo Spirito del Signore, dell’Eterno è su Me, perché l’Eterno M’ha unto per recare
una buona novella agli umili…”; in Luca 4:18-19 Gesù lesse questo testo
e si fermò in mezzo al secondo versetto dove viene detto: “… a proclamare
l’anno accettevole del Signore”. La seconda parte dove si parla del «giorno
di vendetta», Egli non poteva leggerla all’inizio del giorno della salvezza.
Non avrebbe potuto dire: “Oggi, si è adempiuta questa Scrittura, che voi
udite” (Luca 4:21).
In Gioele 2:28-32 troviamo la potente promessa:  “E dopo questo,
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avverrà che Io spanderò il Mio Spirito sopra ogni carne…” (Gioele 2:28),
poi segue l’annuncio del «grande e terribile giorno del Signore», quando
il sole sarà mutato in tenebre e la luna in sangue. Sì, e subito nel versetto
seguente sta scritto: “E avverrà che chiunque invocherà il Nome dell’Eterno
sarà salvato; poiché sul monte Sion ed in Gerusalemme vi sarà salvezza”.
Nella prima predicazione il giorno di Pentecoste l’apostolo Pietro
si riferisce alla promessa di Gioele 2 e proclama ad alta voce: “E avverrà
che chiunque avrà invocato il Nome del Signore sarà salvato” — ma poi si
ferma in mezzo al versetto senza menzionare la parte del versetto che
dice: «… poiché sul monte Sion e a Gerusalemme vi sarà salvezza». Ciò
si adempirà alle tribù di Israele (Is. 10:12; Gioele 3:15-17; Michea 4:6-7)
finché i 144.000 appaiono sul monte Sion (Apoc. 14).
Pietro ha fatto ancora qualcosa: ha cambiato il “terribile giorno del
Signore” nel “glorioso giorno”: “… prima che venga il grande e glorioso
giorno, che è il giorno del Signore” (Atti 2:20). Sì, per i credenti sarà un
giorno glorioso. Paolo scrive che il Signore condurrà a compimento l’o-pera fino al giorno di Cristo Gesù (Fil. 1:6, 10). Egli scrive ancora della
corona di giustizia che riceveranno lui e tutti coloro che hanno amato
l’apparizione del Signore (2Tim. 4:8). Dunque per i credenti  questo giorno è il glorioso giorno di Gesù Cristo, la meta della loro fede, il rapimento:
“… tenendo alta la Parola della vita, onde nel giorno di Cristo io abbia da
gloriarmi di non aver corso invano, né invano faticato” (Fil. 2:16). Per gli
altri questo giorno rimane il giorno terribile, ardente come una fornace
(2Piet. 3).
Adesso, alla fine dei giorni, gli schernitori chiedono: “Dov’è dunque
questo Gesù che, secondo voi, aveva promesso di ritornare?” (2Piet. 3:4).
La risposta è: “Il Signore non ritarda l’adempimento della Sua promessa…”
(2Piet. 3:9). Egli è paziente finché gli ultimi siano stati salvati e vengano
aggiunti. Pietro parla del ritorno promesso e, allo stesso tempo, del
«Giorno del Signore»: “Ma il giorno del Signore verrà come un ladro; in
esso i cieli passeranno stridendo, e gli elementi infiammati si dissolveranno,
e la terra e le opere che sono in essa saranno arse” e finisce con l’esortazione:
“Perciò, diletti, aspettando queste cose, studiatevi d’esser trovati, agli occhi
Suoi, immacolati e irreprensibili nella pace” (2Piet. 3:10, 14). Per la Chiesa-Sposa è il giorno glorioso perché va alla Cena delle nozze.

sabato 16 novembre 2013

Lettera circolare n.61, ottobre 2013 - Paragoni molto importanti - Ewald Frank


In Isaia 40, versetto 4, viene descritto il ministero di Giovanni il
Battista: “La voce di uno che grida nel deserto: «Preparate la via dell’Eterno,
raddrizzate nel deserto una strada per il nostro Dio»”. Prima di tutto ciò
era una promessa. A questa appartiene anche la seguente parola: “Ecco,
Io vi mando il Mio messaggero; egli preparerà la via davanti a Me…”
(Mal. 3:1a). Quando era giunto il tempo dell’adempimento, la promessa
divenne realtà visibile, udibile e vivibile: “Vi fu un uomo mandato da Dio,
il cui nome era Giovanni. Egli venne come testimone per render testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di lui” (Giov. 1:6-7).
Al punto culminante del suo ministero vennero da Gerusalemme
degli uomini mandati che dovevano chiedergli chi egli fosse. Lui dichiarò:
“«Io non sono il Cristo». Ed essi gli domandarono: «Che dunque? Sei Elia?».
Ed egli rispose: «Non lo sono»” perché, secondo la promessa di Mala-chia 4:5, Elia doveva venire soltanto prima del giorno grande e terribile
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del Signore. Gli uomini mandati chiesero ancora: “«Sei tu ‹il profeta›?».
Ed egli rispose: «No!»”. La domanda non era: “Sei un profeta?”, ma proprio alludendo alla promessa di Deuteronomio 18:15-19: “«Sei tu il pro-feta?»” (Giov. 1:19-27).
La promessa in riferimento al Messia quale profeta era: “Io susciterò
loro un profeta come te, di mezzo ai loro fratelli, e porrò le Mie parole nella
Sua bocca, ed Egli dirà loro tutto quello che Io Gli comanderò. E avverrà
che se qualcuno non darà ascolto alle Mie parole ch’Egli dirà in Mio Nome,
Io Gliene domanderò conto” (Deut. 18:18-19).
Giovanni era un profeta, ma non era il Profeta. Era in verità più dei
profeti dell’Antico Testamento che hanno annunciato il Redentore, per-ché Giovanni poté presentarLo. Ma non era più di un uomo, ma il più
piccolo nel Regno dei Cieli è più grande di lui (Mat. 11:9-11). Per mezzo
del suo ministero unico, è stato gettato il ponte dall’Antico al Nuovo
Testamento; perciò sta scritto: “La legge ed i profeti hanno durato fino a
Giovanni; da quel tempo è annunziata la Buona Novella del Regno di Dio,
ed ognuno v’entra a forza” (Luca 16:16). Per mezzo della discesa dello
Spirito Santo il Regno di Dio si fece strada con potenza, la fondazione
della Chiesa neotestamentaria ebbe luogo e i primi vi entrarono con
forza.
Di Gesù, il Messia, sta scritto: “Una parte dunque della moltitudine,
udite quelle parole, diceva: «Questi è davvero il Profeta». Altri dicevano:
«Questi è il Cristo»” (Giov. 7:40-41).
Il Messia quale Figlio dell’uomo non era soltanto un profeta, Egli
era  «il Profeta». Egli era  «il  Profeta»,  il Redentore promesso  —  Gesù
Cristo, il nostro Signore. Pietro  sapeva che la promessa nell’Antico Testamento indicava Lui: “Mosè, infatti, disse: «Il Signore Dio vi susciterà in
mezzo ai vostri fratelli un Profeta come me; ascoltateLo in tutte le cose che
vi dirà»” (Atti 3:22).
Anche Stefano vi si riferisse: “Questi è il Mosè che disse ai figli d’Israele:
«Dio vi susciterà, tra i vostri fratelli, un Profeta come me»” (Atti 7:37).
In Deuteronomio 18, a differenza «del Profeta», si parla anche di
un profeta che Dio manda (Deut. 18:20-22). Per mostrare la differenza
con «il Profeta» viene mostrata la fallibilità di un profeta a differenza
dell’infallibilità del Dio-Profeta: “Ma il profeta che avrà la presunzione
di dire in Mio Nome qualcosa che Io non gli ho comandato di dire o che
parlerà in nome di altri dèi, quel profeta sarà messo a morte. Se tu dici in
cuor tuo: «Come riconosceremo la parola che il Signore non ha detta?».
Quando il profeta parlerà in Nome del Signore e la cosa non succede e non
si avvera, quella sarà una parola che il Signore non ha detta; il profeta l’ha
detta per presunzione; tu non lo temere” (Deut. 18:20-22).
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Un vero profeta rimane un vero profeta, anche se, come uomo, dice
qualcosa per cui non ha ricevuto un diretto incarico da Dio. È stato detto
molto chiaramente  quando il Signore ha parlato tramite il profeta e
quando il profeta ha parlato per conto suo. “Quando il profeta parlerà in
Nome del Signore e la cosa non succede e non si avvera, quella sarà una
parola che il Signore non ha detta”. Dobbiamo accettare anche questa
parola della Scrittura e lasciarla esattamente come sta scritta.
Il fratello Branham disse il 18 gennaio 1963: «Io sono soltanto un
comune mortale, commetto errori. Egli è immortale, infallibile! Egli
deve mantenere la Sua Parola; non ho bisogno di mantenere la mia».
Come Giovanni il Battista, il fratello Branham era un profeta promesso,
ma anche un uomo che andava con piacere a pesca e che prendeva anche
molto tempo per andare a caccia. Perciò, il Messaggio che doveva portare
al popolo di Dio non è quel che lui disse quale uomo, ma ciò che Dio ha
detto tramite lui.

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venerdì 15 novembre 2013

Krefeld, 02/11/2013 - Ewald Frank


Riunione presieduta dal missionario Ewald Frank.
Predicazione della Parola di Dio rivelata per il tempo della fine basandosi solamente sulla Bibbia, illustrando qual'è il piano di Dio con l'umanità, annunciando l'imminente ritorno di  Gesù Cristo.

Lettera circolare n.61, ottobre 2013 - Cosa avviene adesso? - Ewald Frank

Adesso viene diffuso il grido di risveglio a tutti i viventi: “Ecco lo
Sposo, usciteGli incontro!”. Adesso viene diffuso il Messaggio: “Voi, popolo Mio, separatevene! Uscite di mezzo a loro… affinché non siate partecipi
de’ suoi peccati…” (Apoc. 18:4). “Perciò «Uscite di mezzo a loro e separatevene», dice il Signore, «e non toccate nulla d’immondo; ed Io v’accoglierò,
e vi sarò per Padre e voi Mi sarete per figliuoli e per figliuole», dice il Signore onnipotente” (2Cor. 6:17-18). Il popolo di Dio sperimenta adesso il
Messaggio divino nell’adempimento di tutte le promesse corrispondenti:
la chiamata fuori, la separazione e la preparazione fino alla piena restaurazione che deve diventare realtà prima della seconda venuta di Cri-sto. “… essendo stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti,
essendo Cristo Gesù stesso la Pietra angolare” (Ef. 2:20).
Infatti sta scritto: “… Gesù, che il Cielo deve tenere accolto fino ai
tempi della restaurazione di tutte le cose; di cui Dio ha parlato fin dall’antichità per bocca dei Suoi santi profeti” (Atti 3:21). In questo contesto
appartiene l’adempimento della promessa di Elia in Malachia 4:5 che il
nostro Signore stesso conferma in Matteo 17:11: “Certo, Elia deve venire
e ristabilire ogni cosa”. E affinché ogni cosa riposi sulla testimonianza di
due o tre testimoni, leggiamo quanto il nostro Signore disse in Mar-co 9:12: “Elia deve venire prima e ristabilire ogni cosa”. Oggi questa Scrit-tura è adempiuta davanti ai nostri occhi e alle nostre orecchie e tutti i
temi come la Deità, il battesimo, la Santa Cena, sì, tutta la dottrina biblica
è stata riportata al modello originale.
Giovanni il Battista conosceva il suo mandato, ma il suo ministero
poteva essere esaurientemente descritto soltanto dopo nei quattro Evangeli. Allo stesso modo anche il fratello Branham conosceva il suo mini-stero e i passi della Scrittura che vi si riferivano. Però è soltanto dopo
che può essere ordinato pienamente nella storia della salvezza. I quattro Evangeli poterono essere scritti soltanto dopo l’ascensione di Cristo.
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Il libro degli Atti degli apostoli poté essere scritto soltanto dopo la discesa
dello Spirito Santo; anche le epistole alle Chiese poterono essere scritte
soltanto dopo che queste erano nate. Così, dopo che il ministero del
fratello Branham era concluso, abbiamo capito la portata del suo man-dato. Soltanto dopo abbiamo potuto ordinare biblicamente ciò che disse.
Quante volte il fratello Branham ha detto che il Messaggio è: «Ri-tornare alla Parola! Ritornare al principio! Ritornare alla dottrina degli
apostoli, sì, ritornare a Pentecoste!». Adesso lo sperimentano tutti co-loro che credono veramente secondo la Scrittura. Come abbiamo messo
in risalto più volte, nella vera Chiesa di Gesù Cristo, l’ultima predicazione
deve essere come la prima. L’ultimo battesimo deve essere come il primo.
“Un unico Signore, un’unica fede, un unico battesimo…”.
L’ultima Santa Cena deve essere come la prima con un pane e con
un calice — non con centinaia di bicchierini posti su dei vassoi, come si
usa in molti luoghi. Nella Chiesa di Dio vale anche per la Santa Cena
l’esempio biblico del nostro Redentore (Mat. 26:26-29) e della Chiesa
primitiva (Atti 2:42). Paolo scrive a questo riguardo: “Il calice della benedizione che noi benediciamo, non è egli la comunione col Sangue di
Cristo? Il pane, che noi rompiamo, non è egli la comunione col corpo di
Cristo?” (1Cor.  10:16). Anche ogni chiesa locale deve essere alla fine
come era nel principio: rivestita con la potenza dall’Alto, di un sol cuore
e di un’anima sola, con tutti i ministeri, con i frutti dello Spirito e con i
doni dello Spirito (1Cor. cap. 12-14; Ef. 4). Ciò appartiene alla realtà
realizzata dal Messaggio di restaurazione. Amen.

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mercoledì 13 novembre 2013

Lettera circolare n.61, ottobre 2013 - Ne cosegue una grande responsabilità - Ewald Frank

Nessun uomo di Dio rende testimonianza di sé stesso, ma di ciò che
il Signore ha detto e fatto. Anche a me il Signore si è ripetutamente
rivolto con queste parole: «Mio servitore…» — la prima volta il 2 apri-le 1962: «Mio servitore, il tuo tempo per questa città sarà presto terminato. Io ti manderò in altre città a predicare la Mia Parola…». Ciò è così
vero come è vero che Dio vive, e questo l’ho fatto per incarico diretto e
secondo la volontà di Dio durante gli ultimi 50 anni. È certamente conosciuto da tutti che il Signore ha anche detto: «Mio servitore… immagazzina cibo e alimenti poiché ci sarà una grande carestia… allora starai
in mezzo al popolo e distribuirai il cibo…».
«Mio servitore, Io ti ho destinato secondo Matteo 24:45-47 a distribuire il Cibo…». La parola del nostro Signore doveva adempiersi adesso,
il Signore stesso ha detto «servitore»:  “Qual è mai il servitore fedele e
prudente che il padrone abbia costituito sui domestici per dar loro il vitto a
suo tempo?”. Egli sapeva quando sarebbe stato.
Qui si parla di un servitore prudente che il Signore ha costituito, così
sta scritto, così ha detto il Signore stesso. È il comandamento dell’ora di
dare il Cibo spirituale a tutti i domestici affinché anche loro abbiano
parte alla distribuzione. Ciò appartiene all’ordine divino di salvezza a
cui tutti ci sottomettiamo.
Il fratello Branham, su ordine del Signore, ha immagazzinato il Cibo.
Non era per caso che, il 1° aprile 1962, lui stesso disse che il Signore gli
aveva ordinato di non andare in Svizzera, ma di immagazzinare il Cibo.
Non era per caso che il Signore mi disse il 2 aprile 1962 di immagazzinare
il Cibo. Non era per caso che il profeta disse il 3 dicembre 1962 in presenza di due testimoni: «Fratello Frank, il Cibo che devi immagazzinare
è la Parola di Dio promessa per questo tempo. Il Cibo è nelle predicazioni
che sono registrate su nastri, però aspetta con la distribuzione del Cibo
fin quando non ricevi il resto del Cibo». Non è neanche per caso che Dio
ha annunciato in Amos 8:11 di mandare la fame spirituale di udire le
Sue parole. Anche nel nostro tempo Dio non ha fatto nulla senza rivelare
il Suo segreto al Suo servo e profeta e ai Suoi servi, gli apostoli (Amos 3:7;
Ef. 3:5).
Non è per caso che innanzitutto, in Matteo 24, il Signore ha parlato
su tutto ciò che sarebbe accaduto e poi viene direttamente al testo di
massima importanza per la Chiesa (Mat. 24:45-47). Questi versetti, il
Signore li ha pronunciati ad alta voce e accentuandoli. Sì, poi segue il
capitolo 25:1-12, la parabola delle dieci vergini. Sono i due passi biblici
più importanti per questo nostro tempo. Adesso ci sono tra i chiamati
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fuori le vergini stolte e quelle avvedute. Le avvedute rispetteranno il
ministero dato da Dio, prenderanno il puro Cibo spirituale, saranno
riempite con lo Spirito Santo e sigillate.
Ci sono ancora altre esperienze in cui il Signore si è rivolto a me con
voce di comando con le parole «Mio servitore…» e mi ha dato delle
direttive. Se io me le rammento, allora sono sempre più consapevole
della grande responsabilità che è legata al mandato diretto. Sono soltanto
un uomo che è dipendente della grazia di Dio. Però, per quanto concerne
il ministero, ho fatto tutto secondo l’ordine del Signore: ho predicato
personalmente la Parola di Dio in più di 150 Paesi, ho annunciato il
Messaggio in tutto il mondo per via di molte stazioni radio e televisive,
ho tradotto le predicazioni del fratello Branham e così ho distribuito il
Cibo spirituale. Benché sia generalmente saputo che, dopo la dipartita
del fratello Branham, ho portato il Messaggio in tutto il mondo, che
questo sia menzionato ancora una volta per tutti coloro che si sono stati
aggiunti ultimamente. Chi ha lo Spirito della verità lo crederà; chi ha lo
spirito dell’errore non lo può credere. Un mandato diretto che è connesso
con il piano di salvezza può e sarà accettato e creduto solo da coloro che
sono veramente nel Regno di Dio e che appartengono alla Chiesa-Sposa.
È chiaro che una chiamata diretta e un mandato sono collegati con
la più grande responsabilità che ci sia nella Chiesa di Dio; anche gli
apostoli mettevano in guardia dai fratelli che provocavano divisioni tra-mite false dottrine (Rom. 16:17). Anche in 2Corinzi 11, l’apostolo Paolo
che voleva presentare a Cristo una casta vergine, si lamenta dei falsi
fratelli, li chiama falsi apostoli, operai fraudolenti che portano soltanto
una maschera. Nel capitolo 13 di 2Corinzi dice ai credenti: “… per questo
preghiamo: per il vostro perfezionamento”.
Alla Chiesa dei Galati scrive con piena serietà: “Se qualcuno vi annunzia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema (maledetto)!”.
In Efesini, capitolo 4, Paolo scrive “di ogni vento di dottrina” e designa
questo quale “frode degli uomini” (v. Ef. 4:14). Sì, e in 2Timoteo 2:16-22
parla dei discorsi vani e profani che conducono all’empietà e cita Imeneo
e Fileto la cui dottrina affermava che la risurrezione aveva già avuto
luogo e che questa parola andava rodendo come la cancrena. Non si
sta verificando adesso proprio la stessa cosa con tutte le false dottrine?
Fino ad oggi il vero insegnamento non ha portato alcuna divisione, al
contrario: tutti i ministeri dati da Dio servono per l’edificazione della
Chiesa (Ef. 4).
Paolo aveva una responsabilità, una chiamata, un mandato, un in-carico diretto. Per lui la Chiesa di Dio era colonna e sostegno della Verità
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(1Tim. 3:15). L’apostolo ha riassunto lo scopo della sua proclamazione
in 1Corinzi 9:1-3: “Non sono libero? Non sono apostolo? Non ho veduto
Gesù, il nostro Signore? Non siete voi l’opera mia nel Signore? Se per altri
non sono apostolo, lo sono almeno per voi; perché il sigillo del mio apostolato siete voi, nel Signore. Questa è la mia difesa di fronte a quelli che mi
sottopongono a inchiesta”.
“… così è della Mia Parola, uscita dalla Mia bocca: Essa non torna a
Me a vuoto, senza aver compiuto ciò che Io voglio e condotto a buon fine
ciò per cui L’ho mandata” (Is. 55:11).

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Lettera circolare n.61, ottobre 2013 - Tutto si ripete, perché i doni e la vocazione di Dio sono irrevocabili (Rom. 11:29) - Ewald Frank

Nell’Antico Testamento Dio ha parlato e operato per mezzo dei
Suoi servi e profeti. Nel Nuovo Testamento Egli ha rivelato il Suo consiglio ai santi apostoli e profeti (Ef. 3:5). Quali profeti vedevano in visione
ciò che Dio aveva in mente di fare; quale servitori facevano ciò che Egli
aveva loro ordinato di fare. Rimane così come sta scritto: “Poiché il Signore, l’Eterno, non fa nulla, senza rivelare il Suo segreto ai Suoi servi, i
profeti” (Amos 3:7).
Nel Nuovo Testamento l’apostolo Paolo si presenta nel primo versetto della sua prima epistola quale servo e apostolo:  “Paolo,  servo di
Cristo Gesù, chiamato ad essere apostolo, appartato per l’Evangelo di Dio,
ch’Egli aveva già promesso per mezzo dei Suoi profeti nelle sante Scritture…” (Rom. 1:1-12).
Giacomo si presenta così:  “Giacomo, servitore di Dio e del Signor
Gesù Cristo, alle dodici tribù che sono nella dispersione, salute” (Giac. 1:1).
Pietro si presenta così: “Simon Pietro,  servitore e apostolo di Gesù
Cristo, a quelli che hanno ottenuto una fede preziosa quanto la nostra nella
giustizia del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo…” (2Piet. 1:1).
La rivelazione fu data a Giovanni quale servo affinché per mezzo di
lui tutti i servi ricevessero la stessa rivelazione: “La rivelazione di Gesù
Cristo, che Dio gli ha data per mostrare ai Suoi servitori le cose che debbono
avvenire in breve; ed Egli l’ha fatta conoscere mandandola per mezzo del
Suo angelo al Suo servitore Giovanni” (Apoc. 1:1).
Questo è ancora confermato nell’ultimo capitolo:  “Poi mi disse:
«Queste parole sono fedeli e veraci; e il Signore, l’Iddio degli spiriti dei profeti,
ha mandato il Suo angelo per mostrare ai Suoi servitori le cose che debbono
avvenire in breve. Ecco, Io vengo tosto. Beato chi serba le parole della profezia di questo libro»” (Apoc. 22:6-7).
Quando si tratta del ministero, allora il nostro Signore e Redentore
doveva anche essere servo. “Ecco il Mio Servo, Io Lo sosterrò; il Mio Eletto
in cui si compiace l’anima Mia; Io ho messo il Mio Spirito su Lui, Egli
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insegnerà la giustizia alle nazioni. Egli non griderà, non alzerà la voce, non
la farà udire per le strade” (Is. 42:1-2).
In Matteo 12:18-21 ne abbiamo l’adempimento: “Ecco il Mio Servitore che ho scelto; il Mio Diletto, in cui l’anima Mia si è compiaciuta. …
Ei non triterà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante, finché
non abbia fatto trionfare la giustizia…”.
“Egli vedrà il frutto del tormento dell’anima Sua, e ne sarà saziato; per
la Sua conoscenza, il Mio Servo, il Giusto, renderà giusti i molti, e si caricherà Egli stesso delle loro iniquità” (Is. 53:11)
Il Signore divenne Servo per adempiere nell’ubbidienza il compito
della redenzione. “Egli abbassò Se stesso, facendosi ubbidiente fino alla
morte, e alla morte della croce” (Fil. 2:8).
Quanto alla vocazione, Pietro era apostolo, quanto all’adempimento
del compito divino, era servo.
La stessa cosa vale per gli apostoli Giovanni e Giacomo: per quanto
riguarda la loro chiamata e il loro mandato, erano apostoli, per quanto
concerne l’adempimento del loro compito, erano servi di Cristo. Infatti
il Signore disse: “Ecco, Io vi mando…” (Mat. 10:16). “Come il Padre Mi
ha mandato, anch’Io mando voi” (Giov. 20:21). Dio ha dato alla Sua
Chiesa apostoli, profeti, dottori, evangelisti e pastori.
Gli apostoli e i profeti avevano ricevuto una chiamata diretta e personale senza la quale non ci può essere alcun mandato.
Paolo poteva riferire:  “Mentre ero per strada… verso mezzogiorno,
improvvisamente dal cielo mi sfolgorò intorno una gran luce” (Atti 22:6).
Ad una chiamata appartiene anche la destinazione divina: “Ed Egli disse:
«L’Iddio de’ nostri padri  ti ha destinato a conoscere la Sua volontà, e a
vedere il Giusto, e a udire una voce dalla Sua bocca». …  «Va’, perché Io ti
manderò lontano, ai Gentili»” (Atti 22:14, 21).
Ogni servo del Signore sapeva ciò che doveva fare. Giovanni il Battista poteva dire: “E io non Lo conoscevo; ma Colui che mi ha mandato
a battezzare con acqua, mi ha detto: Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quel che battezza con lo Spirito Santo” (Giov. 1:33).
Il fratello Branham poteva ripetere esattamente ciò che gli era stato
detto l’11 giugno 1933, e anche ciò che il messaggero celeste gli aveva
detto il 7 maggio 1946 con le parole: «Non temere, sono stato mandato
da te dalla presenza di Dio…». Però, quale Chiesa di Dio, che vantaggio
ne avremmo oggi se solo sapessimo quel che Dio ha fatto nel passato, se
solo sapessimo quali compiti erano in rapporto con i diversi mandati
compreso quello del fratello Branham, se non fossimo partecipi di ciò
che Egli fa attualmente.

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